Paterno abbraccio

Lieve canto evapora
dal mio antico strazio,
la speme ormai dissolta
serra l’uscio a noveltà.
Nùtresi l’oblio del perso me
che in abisso inviso sfuma.
Roboante tuono,
mano salda di superna fatta
vibra ‘l colpo e reca seco, palpitante,
quest’anima illibata
intimando con fermezza
come padre con pischello
la gloriosa verità.

 

 

 

 

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