Rosa

Tu, ch’a mia vista ti sottrai
se ti scruto d’esattezza
e m’osservi clandestina
quando il Cuore, fermo, sa.
A fiamm’avvampi ‘l mondo de’ concetti
per grazia e verità
con levezza degna solo
di regia meraviglia.
Foss’anche ignaro
che i miei domini batti,
corsiero sciolto in patria sacrata,
t’incalzerei lungo le vastità di cristallo
sinchè ‘l mio spirito non si fonda infine
con la sposa, in estrema danza

 

 

 

 

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