Un talento da 30 minuti

 

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Passava per la via un giovane talento, molto talento; talmente talento che ci mise 30 minuti per fare pochi metri. Si capiva subito dal suo piglio quali fossero le sue intenzioni.
“Hey, lei!”
“Io?”
“Si, proprio lei, mi sa dire che ore sono?”
“Certo, le 20:22”
“Ma dice davvero o ha sparato a caso?”
“No, io non sparo, tantomeno a caso”.
Era una bugia. A casa, riposto in una teca di legno, tenevo un fucile; non era un fucile come gli altri perchè non feriva, era un fucile molto gentile, ve la dirò tutta. Ogni volta che si premeva il grilletto lanciava un’esclamazione di benvenuto. Era un fucile a salve.
“Mi fido, arrivederci”.
Si allontana, sempre abbastanza talento. Ne vedo la figura che pian piano si dilegua all’orizzonte, scomparendo dietro l’alta torre che segnava una delle entrate della città.
Meglio farsi una doccia, penso, dopo tutto questo sudare. Ho poco tempo, mi faccio una doccia lampo; spero non si incastri la zip stavolta.
Acqua, sapone, asciugamano, asciugailresto, mi vesto e mi siedo in balcone sulla mia sedia preferita nonchè l’unica che ho. Al mio fianco il gelsomino, l’altro gelsomino e la piantina di peperoncino di caienna.
Guardo le stelle esibirsi oltre le mura e con la coda dell’occhio scorgo una coppia, lui e lei, che portano in giro il figlioletto. Al settimo-ottavo giro il figlioletto si accascia e vomita.
I genitori:
“Te l’avevo detto di non mangiare tutto quel gelato, che non l’avresti digerito”
Fra una convulsione e la seguente, il figlioletto, che ora chiameremo Letto, tuonava:
“Ma io il gelato non l’ho mangiato! Magari se mi portaste in linea retta come tutti i genitori normali…”
Il bambino si era fatto genitore ed inculcava il buonsenso nei suoi gerarchicamente-superiori. Esigeva una linea retta. Dare alla luce un figlio significa automaticamente diventarne i genitori?
Perchè non limitarsi a definirli “gerarchicamente-superiori” finchè non abbiano effettivamente dimostrato le qualità per essere valutati come genitori?
La caienna da dietro mi fissava con lo sguardo tipico del peperoncino: rosso.
I genitori di Letto, ignorando il calembour della vita, il doppio senso delle parole del figlio, lo condussero in linea retta fino alla fine della via, proseguendo  giù nel fosso, dritto per il bosco, passando per il letto del fiume, la zona soggiorno dello stesso e continuando in lontananza nei campi di patate.
Torno a guardare le stelle.

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